06 AugFlavia e il muratore. Scena decima. L’intuito maschile.

Ormai i miei incontri con quei muratori, che stanno realizzando un capannone dietro la mia piattaforma di scigghi, sono diventati meno frequenti. Non vengono più a rubarmi il tubo di gomma per riempire la cisterna. Non vengono più a chiedermi se possono uscire dal mio cancello quando hanno già scavalcato il muro e sono a 2 metri dall’uscita. E devo dire un pò mi mancavano questi buffi incontri. Perchè alla fine, tutto il giorno da sola io e Penelope. Penelope ed io. Poi mi scoccio. I camionisti sanno il mio nome e non trovano più scuse stupide per saperlo come leggere la medaglietta del cane, o sbirciare sul blocco degli appunti che si vede, non è per i conti, ma una cosa “privata. Mi hanno chiamata, Claudia, Giulia, Nadia, Katia. Per poi dirmi “Flavia, è un bellissimo nome”.

Avevo bisogno di caffeina e sono andata urgentemente al bar. Al ritorno l’incontro con il muratore. Uno dei tanti. Con dente storto e sporgente incorporato. “Scfiao! Ho trofvato il canfcello chiuso. Ho scafvalcato. Non ti vedo da tanto. Ti pofsso offrire un caffvè?”…”No grazie, l’ho già preso. Se esco chiudo il cancello, altrimenti il cane esce fuori”…”Va befne. Ci vedfiamo dopo!”…(Ditemivoicosahofattodimaleio???)…

Qualche minuto dopo…

“Signofrina!!!”…”Uh si ciao!!! (come faccio a trattenermi mi viene da ridergli in faccia)”…”Io non pofsso trovare il cancello sempfre chiuso pefrò. Tu come ti chiami? Quando ti pofsso offrire un caffvè?”…”(Uomo che va subito al sodo lui)…Io mi chiamo Flavia, il caffè l’ho già preso e oggi non ne prendo più, il cancello lo chiudo perchè altirmenti esce il cane, se lo trovi chiuso fai il giro invece di scavalcare dal muro.”…”Flavia. Che belf nome. Io sono di Latiano. La profssima sefttimana sono in ferie e non ti pofso vedere. E sapevo che avevi prefso il caffè. Intuito maschile”…E si è congedato andando via con un’andatura rubata a qualche attore di qualche film…Io solo detto “Ok. Ciao!”

INTUITO MASCHILE! Ahahahahahahahaahah! Ah dente storto e dillo che m’hai visto andare al bar che mi guardi dall’impalcatura e ti sei precipitato per venire ad offrirmi il caffè, ma sei arrivato troppo tardi.

Intuito maschile. No vabbè, ma i maschi ce l’hanno davvero l’intuito?

 

05 AugStelle cadenti

E ci si sente stelle cadenti.

Tutti ti aspettano.

Tutti ti ammirano.

Ma passi veloce. Veloce nei pensieri.

E in un attimo è tutto già finito.

04 AugSinceramente

Si inziano a rivalutare pensieri, parole, opere ed omissioni…sinceramente.

Ma la sincerità è una dote così rara che può essere scambiata per calunnia o peggio ancora, pettegolezzo. Quando la sincerità viene da un cuore puro, senza macchie…E’ facile che un cuore impuro, maculato…Usi la lingua. La sincerità è un primo piatto. Non è un secondo, che ci metti il contorno.

Trovarsi in un posto al momento giusto, ma con persone sbagliate. Il problema è solo questo.

Farsi i fatti propri e campare cent’anni. Grande verità.

03 AugCosa resterà…

Adesso la moda è scattare foto. Con grosse e grasse macchinette che pesano più o meno quanto una cassetta di bottigliette d’acqua Orvieto. Ma costano un bel pò. E non invidio chi se le può permettere, perchè si, io guardo le foto. E mi piacciono pure. Ma come puoi stampare trilioni di attimi? Andranno persi tra una formattazione e un hard disk rotto. E poi…Quando la moda sarà passata, cosa resterà? Ecco perchè ho sempre preferito scrivere. La carta cattura le stesse emozioni di una foto, male che vada ci cade sopra una tazza di tè. Ma se usi una buona penna l’inchiostro rimane intatto. Il mio penultimo racconto, senza fine, è una sorta di scatto fotografico a parole. Se chiudi gli occhi senti pure il profumo. Scatto foto per tradurre i miei pensieri in immagini. Per esempio la scorsa settimana ho fotografato l’albero delle cipolle come l’ho visto quel giorno che ho fatto la domanda più stupida della mia vita, una delle tante in realtà…

C’era una volta una più o meno bambina anagraficamente che guardando un albero con un’infinita quantità di cipolle chiese al nonno: Nonno, ma le cipolle crescono sull’albero?

 

02 AugLa terra vista dalla luna…

E’ questo quello che penso quando perdo Penelope in giro tra le rovine della piattaforma. La bianca sabbia dei calcinacci destinati al recupero che vola ovunque e le mie impornte chiare e definite che si mischiano alle scie della pala meccanica.

La tramontana entra dalla porta. E’ la giornata giusta per continuare a scrivere.

Si, ho ripreso in mano la penna, giusto in tempo per partecipare a questo concorso. Dove non si vince assolutamente niente. Perchè io non cerco la gloria o il premio, voglio solo misurarmi con me stessa. Finalmente.

Vivo in un limbo di emozioni contrastanti, e no, non è la sindrome premestruale. Quella ormai, come ogni mese è un vecchio ricordo.  A giorni la mia testa mi fa più paura di un vulcano spento, perchè quando esplode poi fa danni. Danni silenziosi in realtà.

Ieri sera sono stata al Mea Festival. Il “concertone” che ogni anno organizza Albano in una masseria acquistata e trasformata a sua immagine e somiglianza. Pietre ruvide, paesaggio nudo, e tanta storia anche nelle “chiavi di volta” degli archi di quelle che dovrebbero essere porte. L’attesa allietata dall’orchestra sinfonica di Bari che suona “Nel sole”. Gli acuti di Albano, stridule e calde note di violino. I brividi. Decisamente sottotono l’edizione di quest’anno. L’apertura del gruppo di pizzica di Tuglie, che la ballo meglio io la pizzicarella. E v’ho detto tutto. Sul quotidiano annunciavano la presenza di Giuliano dei Negramaro. Ma Roby Facchinetti uomo solo e Toto Cutugno l’italiano vero, beh…E’ sempre un piacere ascoltarli.  C’era anche un soprano. Anzi, due. Mamma e figlia…Montpellier e qualcosa. Bravissime. La risata contagiosa in do maggiore della mamma, troppo divertente (in realtà non so in che tonalità fosse, a me faceva ridere troppo). E poi Cristel. Non è figlia di papà lei. Ha cantato in palyback. Mi ha delusa, sinceramente. Federica Vincenti invece, attrice e cantante, nonchè compagna di Michele Placido, è stata divina intonando a cappella “Lu rusciu te lu mare” e ninnaneggiando “Moon river”…Audrey che sorrideva da quella stella in alto a destra sul palco. Il terzetto Carrisi, Placido, Pozzetto…La comicità di Pozzetto. La voce di Placido che io ne sono innamorata da quando vedevo “La piovra” e m’addormentavo sul divano. E il giornalista Giacovazzo. Un cantastorie che armato di filo rosso ha condotto divinamente la serata. Seduti intorno ad un tavolo con vino, pane, pomodori.

Io armata di digitale per video e foto. Una vera cinese. Ho violentato la mia macchinetta fino a far scaricare la batteria.

Tra gli ospiti, il presidente dell’Albania. Il presidente della Provincia Massimo Ferrarese. E…Nichi Vendola.

Ecco, tra tutte le “star” presenti. Secondo voi, con chi volevo fare la foto? Chevvelodicoaffà! C’avrà le sue uscite che poco digerisco ultimamente, ma quando mi sono avvicinata per fare una foto e lui parlava della pizzica e di quanto fosse affascinato da questa danza. Beh, io amante della pizzica ho messo da parte quei rancori. E poi diciamocelo, il mio cuore ormai, si sa dove batte! Avevo la batteria scarica, ma la fortuna era dalla mia parte qualche ora fa…Ho stretto la mano a Nichi ed ho la foto con lui!!!

Buon inizio settimana a tutti! Felicità!

27 JulOdissea di mezzogiorno e mezzo.

E poi succede anche che ti chiamino per andare a chiudere le tapparelle. Tu ci vai. Che la camera allagata non la vorresti mai. E poi prendi pure le marangiani chini che non aspetti altro da ieri. Ma la nuvola di Fantozzi inizia a far venire giù su di te povera ragazza Acidella in Vespella, una pioggia che definire torrenziale è riduttivo.

La pioggia estiva dura poco, dicono. Fosse durata almeno mezz’ora di più…Beh, il mio status “culunisciatu” (bagnata dalla testa ai piedi) almeno sarebbe stato più sopportabile.

Perchè non è possibile che:

Vado via. chiudo il cancello e inizia a piovere. Torno. Lo riapro. Ed esce il sole…Tutto nel giro di 7 minuti al massimo. Non è possibile! NO!

Tipo che mentre guidavo urlavo da sola e bestemmiavo 50 cose inesistenti al secondo. “Mannagghia le petra bucata!” Un esempio. Non ho risparmiato il dito medio a quegli automobilisti che facevano la gara tra le pozzanghere.

C’erano 3 camion che mi aspettavano per scaricare.  E tutti gli autisti ridevano. Sono buffa lo so. Ma che ne fosse sceso uno ad aiutarmi per aprire il cancello. Si sono limitati a commentare allegramente il fatto che fosse uscito il sole, per farmi ridere. Io invece ho pensato che  posso benissimo partecipare a miss maglietta bagnata (senza tette), non lo so perchè…però mi sono messa ridere almeno.

Le finestre sono chiuse e le marangiani mi fanno più compagnia di Penelope. Di tutta questa pioggia rimane il rumore scrosciante. Qui alla zona pippi due gocce bastano a formare il mare.

E dopo questa chiusura poetica che mi sono concessa per non chiudere con un’altra lamentela, mangio una marangiana chena e non ci penso più.

*marangiani/a chini/a -> melanzane/a  ripiene/a

24 JulOggi ti dedicherò il tempo che ti serve.

C’è qualcuno che ha disperatamente bisogno di lei.

La sua camera.

L’armadio aperto e il caos di colori. I cassetti che non si chiudono perchè vengon fuori pezzi di carta e vecchi astucci. Lo scaffale con la collezione di salvadanai e i suoi libri preferiti. Il pavimento, un mercatino di scarpe. E la porta, con la maniglia moderna e utile portaborse. Potrei anche soffiare e magicamente tutto si sistemerebbe. Ma potrebbe tornarmi l’allergia alla polvere e tutto rimarrebbe così com’è.

Anche nel disordine c’è poesia…La mia.