La crema nocciola IGP di Mr. Cake

Questa mattina mi sono concessa una piccola pausa golosa. Ho perso il conto di quanti articoli ho già scritto da lunedì e avevo proprio bisogno di staccare dieci minuti, abbandonare gossip, delitti e varie ed eventuali per respirare un po’ d’aria pulita. Indipendence Way a quest’ora non è che lo sia, però ci dobbiamo accontentare. C’è chi va al bar, chi alla sala giochi, chi al circolo della caccia… io invece adoro chiacchierare con Sergio! Le mie passeggiate sono storiche, qualche anno fa ne parlavo nel post La sera nel quartiere.

Il bello di vivere in un paese piccolo è la fitta rete di relazioni che nasce da quattro chiacchiere scambiate al volo con gli sconosciuti, tra una fetta di prosciutto e due mozzarelle e… la degustazione delle piade preparate senza strutto ma solo con farina di monococco selvatico, olio evo di produzione locale, acqua e sale. Chi è quel matto che utilizza questi ingredienti? Giuseppe, alias Mr. Cake. La sua storia rispecchia il brutto di vivere in un paese piccolo dove regna l’invidia e la concorrenza sleale. Anche se amo la polemica e ne avrei di cose da dire sulla sua esperienza, credo che sia meglio parlare della bontà dei suoi prodotti. Prima Mr. Cake aveva un bel laboratorio nella ridente, ora prepara le sue squisitezze altrove e poi le presenta da Sergio. Io posso solo dirvi che le piadine sono buonissime anche vuote e piuttosto che comprare quelle del supermercato, ne ho ordinate 5 che farcirò con pomodorini ciliegino e giusto qualche fettina di mozzarella. Ed ora veniamo al pezzo forte: la crema nocciola IGP! Dimenticate la Nutella. Qui la protagonista è proprio la nocciola IGP (50%). Un palato poco esperto potrebbe non avvertire la differenza, ma il retrogusto è noccioloso e non stucchevole. Inoltre è un prodotto sano e senza conservantiUn peccato di gola che ti porta direttamente in paradiso!

Io sono convinta che il business del futuro sia il good food e fortunatamente c’è qualcuno che la pensa come me e punta sulla qualità. Questa è la pagina Facebook di Mr. Cake, giusto per farvi gli occhi e perché no? Anche il palato!

Ecco una foto della crema nocciola IGP di Mr. Cake. E dovevate sentire il suo profumo! Non riesco a resistere… vado a mangiarne un altro po’.

crema nocciola IGP

Web writer: come iniziare

Scrivo.
Che cosa?
Articoli web.
Basta che ti pagano.

Questa è una delle discussioni tipo da quando sono uscita allo scoperto e non provo più vergogna per quello che faccio. In verità all’inizio non sapevo nemmeno io che cosa stessi facendo. Le reazioni sono le più disparate perché che roba è il web writer? Un altro che non vuole fare un lavoro faticoso e che potrebbe prendere la zappa per piantare i pomodori, eccetera. Io la zappa la prenderei pure se avessi un fazzoletto di terra, e ci pianterei pomodori, peperoni… ma poi i soldi per comprare il pane non crescono nelle melanzane. Tutte quelle belle storie sul mollo tutto e vado a vivere in campagna sono molto belle. Così come le storie di quelli che s’inventano un’app e diventano ricchi. Anche io ho tante belle idee… ma le mie spalle sono scoperte. Un giorno mi sono convinta che potevo produrre marmellate. Poi sono andata a vedere quanto costano i macchinari… Il mio budget attuale mi consente di acquistare un vasetto con tappo. E’ pur sempre un punto di partenza!

L’altra mattina sono andata al centro per l’impiego e pure la signora mi ha detto che sono pessimista e che la vita inizia a 30 anni. Ma questa storia di trovare il mio posto nel mondo si sta rivelando molto più complicata del previsto, nel frattempo scrivo.
Dopo un anno cerco di tirare le somme psicologiche e soprattutto di capire dove sono arrivata e come ci sono arrivata. Nel post precedente parlavo di concentrazione. Oggi non c’è. E non so come giustificarmi con tutti quelli che aspettano i miei articoli perché ora sto scrivendo. E Marco Mengoni canta “credo negli esseri umani che hanno il coraggio di essere umani” e io credo che non è vero che la cioccolata faccia tornare il buonumore come ho scritto la scorsa settimana.

Web writer: chi è?

Il web writer è un tuttologo che prende articoli già scritti e li riscrive. Requisito fondamentale: originalità.

Web writing: guida

Per scrivere un articolo web occorre seguire delle regole. Qui ci sono degli ottimi consigli: http://comunicaresulweb.com/web-writing/15-consigli-per-scrivere-online-la-checklist-del-web-writer/

Web witer: come trovare lavoro

Con 1 anno di esperienza alle spalle non posso considerarmi un’esperta e non ho mai fatto il salto di qualità. Però lavoro grazie a questi siti:
– Forum GT: http://www.giorgiotave.it/forum/collaborazioni-web-e-lavoro-offro-e-cerco/
– Forum alverde: http://www.alverde.net/forum/compravendita-servizi-editoriali-articoli-recensioni-e-comunicati-stampa/
– Melascrivi: http://app.melascrivi.com/

Web writer: cosa leggere

Ci sono tantissimi libri che parlano scrittura per il web, SEO, e tante altre cose utili. Però hanno un costo troppo elevato. Google è sicuramente la migliore risorsa free, digitando “web writer” e simili si trova di tutto e di più. Quando ho bisogno di respirare un po’ di aria virtuale pulita, vado a leggere questo sito: http://www.esserefreelance.it/

Web writer: attenzione, concentrazione, ritmo e velocità

Piuttosto che lanciarmi nella scrittura di un post in cui raccontare la mia esperienza da web writer e della prima candelina virtuale non spenta, provo a dare dei consigli che potrebbero essere utili a chi si trova ad un punto morto della sua vita, se la cava con la scrittura, deve necessariamente monetizzare e crede che il web writing possa essere la soluzione ai suoi problemi.

Alle superiori facevamo un giochetto: «Attenzione, concentrazione, ritmo e velocità!». Dovevamo battere le mani sulle gambe mantenendo il ritmo, chi sbagliava usciva fuori. Il segno delle cinque dita sulla coscia ti rimaneva sino alla sera, ma il punto è che per fare il web writer devi essere veloce e non perdere la concentrazione.

Col passare del tempo ho imparato che è proprio quest’ultimo aspetto a fare la differenza tra una giornata e l’altra. All’inizio scrivevo come se non ci fosse un domani. Non salvavo gli articoli e non tenevo nemmeno traccia dei pagamenti. Poi c’è stato un momento in cui ho capito che il gioco stava diventando “serio” e ho aperto un bel file excel che ho chiamato Frilens. Per organizzare il lavoro però ricorro a carta e penna. Ogni mattina scrivo in alto al centro la data e i titoli di tutti gli articoli che voglio/devo produrre, man mano che li invio o li pubblico tiro una bella linea colorata. La sera straccio il foglio.

Il web writer è un tuttologo e per lavorare ha bisogno di una buona connessione internet per andare a caccia di fonti. Io ho una chiavetta e questo mi penalizza. Quando manca la concentrazione però, puoi pure navigare alla velocità della luce, non combinerai niente!

Come ritrovare la concentrazione?

Avrei potuto citare qualche fonte autorevole, ma su Acidella posso permettermi (ancora) di non seguire la dura legge della SEO. Un web writer non perde la concentrazione perché passa troppo tempo sui social, io per esempio ne passo sempre meno. Alcuni giorni non ho pranzato e molte notti ho dormito male. La vita sociale ormai non esiste più.

La concentrazione si perde quando si è troppo concentrati su una cosa. Nel mio caso: monetizzare. Scrivere mi consente di essere autonoma e far fronte alle spese necessarie per sopravvivere. Se la concentrazione si perde perché non si vive, la soluzione è vivere. Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Quindi il rischio di soccombere non è solo un rischio, ma la realtà.

Sul web ci sono tanti bei consigli per ritrovare la concentrazione ma siamo esseri umani, non macchine. Organizzare il lavoro, organizzare lo spazio… organizzare la testa! Io trovo molto utile fare delle pause tra un articolo e l’altro per sgranchirmi le gambe, prendere in giro Penelope spaparanzata al sole, mangiare uno yogurt. Ovviamente la durata e il numero delle pause dipende dal numero di articoli da scrivere e soprattutto dalla complessità.

Purtroppo non sono ancora riuscita a trovare la musica giusta per scrivere, forse perché non ho un lettore cd e il netbook soffre quando attacco la chiavetta con la musica. Ascolto la radio perché ho notato che stando in silenzio mi distraggo molto di più, soprattutto quando nella mia testa i cattivi pensieri sono delle macchine da scontro impazzite.

Infine, trovo molto utile ai fini della mia concentrazione un piccolo premio che può essere l’acquisto di un coupon per un percorso benessere, un paio di stivali in offertissima, uno yogurt con tante schifezze golose, un elastico per i capelli. Perché in fondo sono le piccole cose quelle che ci tengono in vita! E questo vale anche per i web writer.

Alta infedeltà: il tradimento secondo Discovery Channel

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alta infedeltàL’amore in tv viene raccontato in tanti modi grazie alle fiction e ai vari programmi. E poi c’è l’amore secondo Real Time. Sul canale 31 del digitale terrestre le future spose sognano guardando gli splenditi abiti e conoscendo le storie di donne vicine al grande passo sia dall’altra parte del mondo che nel nostro bel paese. E come dimenticare il sontuoso castello all’ombra del Vesuvio che ospita i matrimoni napoletani. Da qualche tempo però Real Time ha deciso di provare a parlare d’amore in maniera diversa, prima con un programma dedicato alle coppie di nazionalità diversa (I colori dell’amore) e poi con Alta Infedeltà. Amor vincit omnia et nos cedemus alle tentazioni è il senso del primo scripted reality realizzato da Discovery Italia. L’orario scelto per la messa in onda è strategico, alle 20.40 marito e moglie sono seduti a tavola per cenare. Dal lunedì al venerdì dunque spazio all’amore infedele con storie di tradimento che si preannunciano più indigeste del polpettone riscaldato nel fornetto elettrico. Le storie raccontate sono tutte vere e il pubblico ascolterà tre versioni differenti: tradito, traditore, amante. Altro che 50 sfumature di grigio, quando c’è di mezzo il tradimento esiste solo il “rosso rabbia”. Al quartier generale di Discovery Italia hanno pensato di promuovere il programma in una maniera insolita. La storia della traditrice che rimane ammaliata dal suo personal trainer forse era troppo scontata così hanno deciso di acquistare un paginone del corriere con la lettera di Enzo, ex marito tradito. Molti hanno “abboccato” alla storia e l’operazione di marketing è si è rivelata vincente: in poche ore Enzo è diventato l’idolo di tutti i mariti traditi e la pagina Facebook da lui creata si è riempita di tante storie. Lavare i panni sporchi in pubblico forse ha aiutato chi vive nella vergogna. Con Alta Infedeltà le emozioni non mancano e alla fine si arriva a dubitare non solo del proprio partner, ma di se stessi. Per questo motivo Real Time ha realizzato un test per scoprirlo: http://bit.ly/1CgkuJ1. Io sono un “pentito”… una persona che tradisce e poi viene assalita dai sensi di colpa. Eppure il mio film preferito è “Il favoloso mondo di Amelie”, e non mi pare che lei sia una “pentita”. Forse dovevo scegliere un altro tipo di social. Provateci voi adesso!

Anouska Knight: Da quando non ci sei

da quando non ci sei

La protagonista del romanzo Da quando non ci sei è Holly, una donna che lavora in una pasticceria. Se per Forrest Gump “la vita è come una scatola di cioccolatini”, per Holly “la vita è fatta a strati, come una torta”. Dopo la morte del marito in un incidente stradale si è dedicata ai dolci per superare il dolore causato dalla sua perdita. E’ sempre più spenta e, purtroppo, né la sorella né l’amico riescono a distrarla. Un giorno, grazie al suo lavoro, si imbatte in Ciaran Argyll, un uomo tanto enigmatico quanto attraente. Holly deve preparare il buffet per una sfarzosa festa nella dimora di famiglia ad Hawkeswood e impasto dopo impasto riscoprirà alcuni degli ingredienti che mancavano dalla sua vita. Ciaran è solo uno scapolo che si circonda di belle donne e che è attratto dalla ricchezza e dal potere, un uomo molto diverso dal suo ex marito. Eppure impasto dopo impasto Holly riscoprirà il gusto dell’amore. Questo romanzo è soffice e delicato e insegna che molto spesso l’apparenza inganna. La lettura è resa ancora più piacevole dalla presenza dei personaggi secondari che aiutano a riflettere sui sentimenti.

Lori Nelson Spielman: La lista dei miei desideri

wish list

La lista dei miei desideri di Lori Nelson Spielman è un piacevole romanzo da gustare in un solo pomeriggio e parla di Brett Bohlinger, una donna di 34 anni che ha una vita davvero invidiabile. Vive in un loft finemente arredato, ha un fidanzato affascinante, una posizione lavorativa stabile, ma soprattutto una grande mamma per amica. Purtroppo le cose si complicano quando la madre muore all’improvviso e Brett si sente sola e spaesata. Durante la lettura del testamento scopre che nelle intenzioni di Elizabeth non era previsto un suo ruolo al comando dell’azienda di famiglia, ma prima di affrontare questo problema deve cercare di interpretare la strana lettera scritta dalla madre con una lista di desideri. A Brett non resta altro che cercare di seguire le istruzioni materne e così in un anno rivoluziona la sua vita. Di mese in mese si reca dal notaio per ricevere la lettera per quelle parole che riescono a cancellare il dolore e sono delle vere e proprie carezze che la aiutano a crescere e a scoprire il vero senso della vita.

Questo romanzo di Lori Nelson Spielman è stato pubblicato in 18 paesi e pare che l’autrice abbia firmato un contratto con Fox2000 per la produzione di un film.

Kakebo: Il libro dei conti di casa

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Kakebo - Il libro dei conti di casa, è un volume dalla copertina grigia inventato nel 1904 da Mokoto Hani, la prima donna che ha diretto un settimanale nipponico. Kakebo (si pronuncia “kakeibo”) è il manuale indispensabile per tenere i conti di casa. In tempi rigidi e di crisi come quelli che stiamo vivendo da qualche anno, saper monetizzare è fondamentale per arrivare a fine mese. Ancora una volta dal Giappone arriva un metodo infallibile per la nostra vita quotidiana.

Quante volte il pc si è riavviato proprio mentre avevate inserito tutti gli acquisti e le spese mensili sul foglio di calcolo? Con Kakebo si riscopre il piacere di annotare tutto su carta. Il volumetto è stato già ristampato 4 volte dalla sua uscita perché promette di tagliare i costi almeno del 35%. Ci sono anche il maialino (da sempre simbolo del risparmio) e il lupo (metafora delle spese) a rendere ancora più divertenti le operazioni di gestione dei soldi. Non mancano i grafici e tanti consigli made in Giappone per riflettere sulle proprie abitudini. Inoltre pare che sia un ottimo strumento per liberare le energie mentali.

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Deserto Goab – Lorenzo

Ho deciso di provare a scrivere più spesso sul blog. Anche se lentamente, molto lentamente, sta cambiando forma. Come me. Ieri ho scritto un articolo sui libri da colorare per adulti e ho scoperto un nuovo mondo. Esiste anche una rivista che ho fatto mettere da parte (Grazie MariaGrazia!!!). Amo temperare, e amo colorare. Invidio mio cugino che è ancora alle elementari e che può colorare anche se a lui non piace molto. Ogni tanto apro gli apro il borsellino e tempero i colori. Ieri doveva disegnare il deserto Goab. Sì, quello della “Storia infinita”. E’ stato bravissimo ad accostare le varie tonalità. Quando è arrivato a casa aveva un muso lungo che gli arrivava sotto i piedi perché non voleva fare i compiti. Ma dopo aver colorato ha iniziato a sorridere. Mi ha promesso che poi me lo regala. Proviamo l’ennesima attività che promette “rilassamento”, con la speranza che faccia davvero effetto! Intanto tempero i colori storici… credo che abbiano almeno 15 anni.

Messaggi silenziosi

Ognuno ha un pensiero speciale per suo padre oggi. Io non ho tante parole anche perché basta che ci guardiamo per dirgli che ci sono. Quelle poche parole che sono rimaste le conservo per quando serviranno. Intanto metto una canzone.

Provincialismo

Provincialismo
provincialismo s. m. [der. di provinciale]
1. spreg. Mentalità, modo di fare, atteggiamento considerati tipici di chi vive o è vissuto in provincia, quindi caratterizzati da limitatezza culturale, meschinità di gusto e di giudizio e sim.: dare prova di un gretto p.; il p. consiste quasi sempre nel timore del p. e in una spasmodica cura di evitarlo (Soldati). In senso più ampio, con riferimento a manifestazioni letterarie, artistiche, culturali, intellettuali, ristrettezza di interessi dovuta a scarsi contatti con centri e ambienti culturalmente più aggiornati e di respiro più universale: Papini era allora, com’ero anch’io, … un uomo che aspirava ad uscire dai limiti del p. culturale e spirituale per spaziare in un’aura più aperta di universalità (Soffici); l’accusavano di meschinità, di aridità, di p. (Bassani).

Fonte: Treccani

[Soffro di provincialismo ma posso guarire. Ammetterlo è già un primo passo verso la guarigione.]

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