S-pettinata

<<Hai tagliato i capelli?>>

<<No, li ho solo pettinati!>>

La Sig.ra Angela mi guardò stupita, il simpatico uomo che sceglieva quattro pezzi di baccalà alzò lo sguardo e rise. E’ davvero difficile credere che una ragazza non vada molto d’accordo con la spazzola. 

 

Torno a casa a piedi (insisto e persisto, ancora)

Tornare a casa a piedi, ovvio non ho la macchina. Però è così, una si deve pur arrangiare. Ed io che con la fantasia son brava (più che con le parole) osservo e invento storie. Che forse dovrei scriverci davvero un altro libro a parte <<Gomitoli di strade>>. Ma pensiamo a finir questo scarabocchi di Acidella.

Dove sono andata stasera? A Teatro. Il Consiglio Comunale dei Ragazzi aveva organizzato uno spettacolo in occasione della giornata della Memoria. Poesie, video e musica suonata dalla banda della scuola. Sono arrivata giusto in tempo per ascoltare il saluto della Sindachessa. Poi sono state lette una serie di poesie, che con gli anni mi son care, anche se non le ricordo a memoria. Mi è piaciuto il video che è stato realizzato, Ghandi, Madre Teresa, M.L. King. We hall overcome. E infine La vita è bella. Sì, Beautiful that way! Sono tornata a casa con un sorriso.

Il dentifricio. E’ finito! Solo che al Supermercato vicino casa il White Now mica l’ho trovato. Proviamo il Colgate.

La colazione. Era finito il latte, così  mi son fermata da Sergio. Solo che le Cartellate erano sempre lì, come l’altra sera. Pss pss! Per strada non mi giro mai, ma come fai a resistere alle Cartellate? Così sono finite nella busta insieme al latte.

La gente. Sulla gente che incontro c’è da scrivere libri, perchè ogni persona che incontro ha una storia. Chi sbuffa, chi fa finta di non vederti, chi ti regala un sorriso più grande del tuo. C’è chi aspetta qualcuno, chi ha paura di attraversare. Il gatto. Il bambino che torna a casa e saluta l’amichetto mentre scende dalla macchina dopo aver fatto i compiti insieme. Il solito Signore di una certa età con la sputacchia facile, e anche lo stronzo che quando tu attraversi accelera.

In fondo tornare a casa a piedi, non è mica un sacrificio. Torni e scrivi storie tipo…

C’era una volta una confezione di Cartellate. (Forse, perchè quando le adocchia la mamma, rimangono solo le briciole.

 

1 centesimo, 2 centesimi

Una volta quando trovavo per terra 1 centesimo mi chinavo, lo raccoglievo e lo mettevo in tasca, convinta che portasse fortuna. Una volta a casa lo depositavo in uno dei vari salvadanai. Stasera la monetina da 2 centesimi luccicava, nascosta nel muschio del marciapiede. Doppia fortuna. Che tentazione!

Solo che non è un periodo particolarmente fortunato, magari sarei rimasta lì, bloccata con la schiena, a novantagradi. Così ho strizzato l’occhiolino, e ho lasciato lì la monetina.

Abbonamenti-menti

Una volta infuriata ho escalamto: “Ma possiamo andare a teatro ogni tanto!”. Non ci siamo mai andati, e nella lista delle cose da fare ci avevo messo “Abbonamento a Teatro”, perchè l’animo da artista che è sempre alla ricerca di nuove cose trullallero trullallà iniziava a venir fuori, non è mai esploso in realtà, ma pian pianino inizio a fare quelle cose su quella famosa lista. Ci vuol tempo, e soprattutto denaro contante, scintillante.

Il palco del Teatro ha un fascino diverso dallo schermo del cinema. Ehnò, non è mica tanto scontato. Mi ispira a scrivere più di un film, infatti mi cimenterò in una recensione, che se riterrò mediamente decente, la pubblicherò. E stranamente non mi sto preparando. Di solitom che sian libri, film, o altro…arrivo preparata. Un cerca con Google e mi sento meno spaesata. Per domani non ho letto niente.

Devo riscoprire quella scrittura di pancia del corso che ho fatto lo scorso anno. L’unico che mi ha davvero tentata. Perchè, lo ammetto, mi piace rimanere un pò selvaggia. Approcciarmi alla scrittura senza alcun metodo, come mi gira.

Non solo un giorno della memoria

Sono uscita e ho respirato a pieni polmoni, lo faccio spesso. Stamattina c’era il sole, ora è di nuovo grigio. Lo stesso colore dei volti che non dobbiamo dimenticare. E li ricordiamo dai libri di scuola. L’altro giorno ho fatto una ricerca veloce sulla Shoah per mio cugino, ho optato per Wikipedia, senza approfondire troppo, perchè ci penserà la Scuola a far ricordare, a spiegare il perchè di quelle ombre a righe.

Non ricordo se facevo la seconda o la terza media, o forse la prima. E venne lei, Elisa Springer . Ricordo la voce spezzata dall’emozione mentre raccontava del suo silenzio, la paura di non essere creduta.

<<Oggi più che mai, è necessario che i giovani sappiano, capiscano e comprendano: è l’unico modo per sperare che quell’indicibile orrore non si ripeta, è l’unico modo per farci uscire dall’oscurità. E allora, se la mia testimonianza, il mio racconto di sopravvissuta ai campi di sterminio, la mia presenza nel cuore di chi comprende la pietà, serve a far crescere comprensione e amore, anch’io allora, potrò pensare che, nella vita, tutto ciò che è stato assurdo e tremendo, potrà essere servito come riscatto per il sacrificio di tanti innocenti, amore e consolazione verso chi è solo, sarà servito per costruire un mondo migliore senza odio, né barriere. Un mondo in cui, uomini liberi, capaci e non schiavi della propria intolleranza, abbattendo i confini del proprio egoismo avranno restituito, alla vita e a tutti gli altri uomini, il significato della parola Libertà. Oggi ho compreso che Dio mi ha concesso di liberarmi dalla prigionia del passato, attraverso le pagine di questo libro>>

Non solo un giorno della memoria. Non posso dimenticare.

C’erano tante Elisa, tante Anna, tanti Primo. E non è un dovere, ma un bisogno  essenziale, come bere un bicchier d’acqua in piena notte, non dimenticare.

Dettagli irrilevanti

Che poi oltre ad esser social, sto diventando pure professional e m’informo. Che ne so, leggo blog su questi famosi Forconi, quando apro il libro di Macroeconomia e c’è una cosa che mi piace la googolizzo anche se farò l’esame st’estate, mi metto le mani tra i capelli quando mi trovo davanti la  biografia di Martone e rido perchè uno che c’ha il culo sprofondato nel burro n’è che si può permetter il lusso di stra-parlare, vedo i turisti del dolore che fanno la foto col Concordia che poi la useranno come sfondo del Desktop, non capisco se i giornali s’inventano le notizie o ci son cose di cui parlare per prendere delle posizioni, compleanni famosi e citazionevoli che dopo una ricerca su Wikipedia divento una Professofessa, il Terremoto in cui potrei vantare anni di letture al riguardo, sulle Liberalizzazioni passo che basta liberino ‘sti blocchi che i disagi non son di chi deve andare a comprare il pane e ha l’unghia incarnita e non ci vuole andare a piedi che 100 metri sarebbe tipo 7 anni in Tibet, e passo anche su altre cose perchè a volte si  deve rispettare il dolore degli altri quando non ti tocca personalmente. Anche per una che se la cavicchia con la scrittura e ricama belle parole.

I dettagli irrilevanti però son cose per cui non c’è bisogno di leggere o studiacchiare, nemmeno si posson vantare vecchie conoscenze scavate nei meandri della menticina. Quando si parla d’amour il discorso vien da solo. E non ne parlo da tanto. Essì, facciamoci del male, tiriamo le strisce della cera a caldo riscaldata troppo poco nel verso sbagliato.

Oggi il sole manco per scherzo s’è affacciato, nuvole nere nere. Che le guardavo e pensavo “Ma i collant fumè dove son finiti? Uddio e son Omsa? Li ho comprati prima della protesta però…”. E poi il pensiero tornava là. Ho preso un tè, ho corretto un altro capitoletto di questo libro che inizia pure a starmi antipatico. E poi il pensiero tornava là.

Non ci sono più abitutata. A queste farfalle che iniziano a svolazzare allegre e contente. Trullallero Trullallà. Perchè queste cose son belline a 13-14-15 anni, gli anni degli innamoramenti brevi ed effimeri. Numerosi. Prenderò un retino, almeno passerò il tempo. Nasconderò quell’imbarazzo, pure questo tipicamente adolescenziale. Userò il fondotinta per nascondere le guance rosse.

Adoro i dettagli, i particolari piccoli, (in)significanti. Son cose di cui non mi stancherei mai. Tanto è inutile pure spiegarlo.
Non era previsto. Ma il cuore ha dei ritmi tutti suoi, non a caso è un muscolo involontario. A certe cose poi non è abituato,  col tempo s’è fatto una certa corazza.

Così sdolcinosa non mi sopporto. I racconti d’amour mi piace scriverli. Non esistono principi azzurri, non esiste lieto fine, eccetera eccetera eccetera. Io sì però, le farfalle pure, ed è tutto un gran caos.

Bidibodibibù tu adesso non ci sei più.
No, ci sei ancora. Sciò.

L’amour è quella cosa che ti chiude lo stomaco e non ti fa resistere alle orecchiette col cavolfiore della nonna e all’amaro del cioccolato fondente.
L’amour è sempre una gran fregatur. E ti chiedi: Perchè?!
Semplice, non è la persona giusta. Passa presto? Chi lo sà, il cuore è un muscolo involontario.

Rispetto

La gente dovrebbe imparare l’arte del silenzio ogni tanto. La sagra del dolore è una mancanza di rispetto.

Cuor-e

Una bella persona, con delle risorse, forte. Ma nonostante tutto questo ci sono situazioni imbarazzanti. Un pò come andare al mare quando l’estate è finita e son tutti abbronzati e tu sei bianca, bianchissima. Ti senti nuda. Il cuore segue un ritmo suo, non riesci a stargli dietro. Odio dover mostrare le mie debolezze. Dondola l’umore, come sull’altalena.

Pensare tantissimo.

Dire la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità non è mai una buona idea. Specie quando questa è la verità del cuor-e.

E’ primavera

Dovrebbero dare un Nobel o un qualche premio a chi ha inventato la borsa dell’acqua calda elettrica. Quella anni ’80 di gomma, col tappo che non si avvitava bene e ti bagnava il letto manco t’avessero fatto un gavettone, richiedeva un’attesa troppo lunga, e ci rinunciavo. Prendi la pentola, metti l’acqua, scalda l’acqua, trova l’imbuto. Qua metti uno spinotto e al tac è tutto pronto. Dovrebbero pubblicizzarla insieme ai Lines, o metterli sullo stesso scaffale.

3 metri sotto le coperte con questo nuovo aggeggio, che è’ primavera, ma solo nella fondina di terracotta, dove c’è la minestrina.

Amore imperfetto

Avevo il cuore in gola.

Stop SOPA