mag 19, 2012 - Ap-punti    1 Comment

LA MAFIA E’ UNA MONTAGNA DI MERDA

LA MAFIA E’ UNA MONTAGNA DI MERDA [CIT.] E NON CI PIACE.

E SI DEVE SCRIVERE A CARATTERI CUBITALI.

NON CI SONO PAROLE. NON NE HO.

BOMBA – MORVILLO/FALCONE – CAROVANA ANTIMAFIA

IO ASPETTO SOLO NOTIZIE.

QUELLE TRAGICHE SONO GIA’ ARRIVATE.

 

 

mag 18, 2012 - Ap-punti    No Comment

Vedo nero

Bottino della giornata:

- num. 1 pallonata in testa con tanto di bestemmiata;

- num. 2 piedi gonfi come due meloncini arancioni:

- num. in(de)finito di umore nero.

 

mag 18, 2012 - Ap-punti    No Comment

Fessa a mienzu.

Non impari mai Flaviè. Giocan tutti a futti cumpagnu.

Altro che Acidella. Tu sei la perfetta fessa a mienzu.

E senza traduzioni.

mag 18, 2012 - Diario di bordo    2 Comments

Giornate

Stamattina mi son svegliata tardi. Il problema è che non riesco ad addormentarmi presto, e 6 ore di sonno son sempre troppo poche. Mentre zompettavo per casa sembravo quasi la Pimpa, della sigla.

Arrivata nella scatoletta, è iniziato il caos di questo venerdì.

Chiama, schiama, richiama, stampa, pidieffizza, scribacchia, guidacchia il gipponzo, tabacchizza, ari-tabacchizza.

Sergio era sotto la porta del suo negozietto, e mi son fermata per un panino al volo e una CocaCola. Le 12.30 orario perfetto per lo pseudopranzetto, enjoy enjoy.

Maaaa…no! Non era ancora finita. [Qui sorvolo per ovvie ragioni! Però posso solo dire che pure i protagonisti delle barzellette più simpatiche di sempre, hanno riso di me, vedendomi impacciata col gipponzo che nonostante il freno a mano camminava...all'indietro!]

Poi mi sono seduta sulla sedia rotellosa. Relax.

Apro la bottiglietta di CocaCola, sbuffa, e si rovescia sulla tastiera. Asciugo tutto in fretta e salvo il salvabile. Maaaa….no! Non era ancora finita, perchè prendo la suddetta bottiglietta che mi scivola di nuovo dalle mani e cade per terra.

Non berrò mai più CocaCola.

Lo stomaco brucia di nuovo. E io mi abbuffo.

Potrei sopravvivere anche sull’Isola dei Famosi per un mese, Valeria Marini e Malgioglio petulanti inclusi.

Ho fatto fuori un tubi tubello di Galatine, intero!

Posso comunicare ufficialmente che sì, io soffro lo stress e non c’è nessun errore. Ansiogena. Programmerò una vacanza in qualche luogo tra vespri e cespugli di rose, con 1Q84. Così, magari, riesco a leggerlo come si deve.

mag 18, 2012 - Torno a casa a piedi    No Comment

Conversazioni con Italo

Oggi pomeriggio sono stata all’Assemblea degli iscritti del PD. Ad un certo punto ho creduto di essere un carciofo. Sì, i carciofi non capiscono niente. Sono ortaggi. Oppure Dante nel retino.

Dante era il mio pesciolino rosso, e quando lo prendevo col retino per cambiare l’acqua, lui rimaneva immobile. Fermo. Intontito.

Teoria 1: Sono stata assente per troppo tempo;

Teoria 2: Non è cambiato niente.

Credo che queste due teorie si possano fondere, e forse come dice qualcuno ho un animo troppo nobile per la politica. Lo prendo come un complimento.

Poi ho deciso di perdermi nel mondo.

E sono tornata a casa a piedi.

Maggio surreale. Freddo come Novembre. Mucchietti di foglie si rincorrevano in un girotondo. Ormai i piedi camminano da soli, mentre io e la mia solitudine ci scambiamo due chiacchiere. Mi sono ritrovata sotto la Porta Nuova, s’è spenta la luce ed è arrivato Italo.

Conosco bene la sua voce, ho visto i video di Mamma Rai.

Parlavamo di cultura, del Teatro Valle Occupato, del Macao. Gli ho raccontato delle mie passeggiate walseriane. Ascoltava compiaciuto.

Gli alberi in coro, s’univano al vento.

Da lontano, delle figure losche. Italo m’ha detto che ad una certa ora le signorine non dovrebbero andar in giro da sole, m’ha tirato il braccio e mi ha fatto rallentare il passo.

I campanellini, pure quelli devono sparire.

Poi si è confuso con la mia ombra quando ho attraversato la cara e buia Indipendence Way. Ero tornata a casa.

Non Italo, ma se ci fossi tu sottobraccio, mi sentirei meno folle a tornar a casa a piedi. Avrei qualcuno con cui discutere.

Non qualcuno a caso. Tu.

Però, ho capito come nascono quei dialoghi ai limiti dell’impossibile che ritrovo in alcuni libri che leggo.

mag 17, 2012 - Diario di bordo    No Comment

Cara Flavia

Non faceva più male.

Non puoi aggrapparti ai ricordi felici Flaviè.

Ci sono giorni che quei ricordi hanno lo stesso rumore fastidioso delle unghie che scivolano sulla lavagna, o della forchetta che striscia nel piatto.

E non riesci nemmeno a parlarne.

Una volta, ti piaceva raccontarla quella storia.

Poi.

Scende qualche lacrima. Da quanto non piangevi?

Cara Flavia, almeno non hai un cuore di pietra.

No?!

Non sempre rispondo – Cristina Donà

 

mag 16, 2012 - Ap-punti    No Comment

La verità è che…

…dietro, ancora più dietro dei sorrisi, non sempre c’è la serenità.

…dietro, ancora più dietro di una frase scritta, non sempre c’è la serenità.

Quello che conta è che ci siano sempre delle Amiche!

mag 16, 2012 - I(n)spirazione    4 Comments

Mattoncini colorati

La parola Cultura ha un suono bellissimo. Forse perchè non ne conosco ancora il significato. E come tutte per le cose che non conosco, m’attivo per imparare cosa siano. Rimanendo letteralmente babbata quando metto su le informazioni come fossero i miei adorati mattoncini colorati Lego.

Avete presente quelle foto che si trovano in giro, con le casette, le siede, i fiori, tutto colorato…Ecco, è quel che vien fuori mettendo insieme quei mattoncini.

Buffo, no?

mag 16, 2012 - Diario di bordo    No Comment

Il petalo di rosa

Leggevo l’ultimo libro che presenteremo. Il rito è sempre lo stesso, accendere la lavatrice e leggere mentre s’aspetta il bip.

Ero stesa sul letto, dalla parte opposta. E avevo i vecchi diari del liceo in bella vista. Ho chiuso il libro e ne ho preso uno. 2000!

L’ho sfogliato, nostalgicamente. E mi son pure chiesta chi fossero tutti quei nomi che ci ritrovavo. Luca. Luca però me lo ricordo. C’era pure segnato il giorno che m’ha accompagnata a casa da scuola con lo scooter. E’ caduto un petalo di rosa, mentre sfogliavo velocemente quel malloppo di ricordi, l’ho raccolto, con un’insolita cura, e l’ho conservato tra le poesie di Wislawa.

mag 16, 2012 - Ap-punti    No Comment

Nuncelafacciopiù

La giornata è iniziata male. Mezzo kilo di nutella più liquida del succo d’arancia rossa è venuto fuori dal saccottino. Vabbè, c’ho riso. Ma quello era un segnale. Lo dovevo riconoscere.

Pulsa anche l’occhio.

Come quando mangi un piatto di spaghetti, e t’accorgi che hai macchiato la maglietta bianca. Tutta tempestata di puntini rossi, che no, non sono i ragnetti maledetti che giocano ad #occupy veranda. Nel tentativo di rimediare alle macchiette, puff ti salta la forchetta dal piatto e va sui pantaloni.

Una cosa dopo l’altra. Che poi son pure piccole, ma con lo stress, babau quotidiano, ovvio che ci si siede sulla tazza del water e con la testa tra le mani parte il ritornello: Non ce la faccio più!

Ma non c’è tempo, lo senti il clacson? C’è qualcuno fuori dal cancello. E non puoi manco andare in bagno Flaviè.

Ci deve essere un errore.

Io sono quella positiva. Happy. ShaLaLaLa.

mag 14, 2012 - Una pagina tira l'altra    No Comment

Parla(mi) radio

Il filo rosso c’è, sempre. E quando me lo ritrovo tra le mani, il tempo si ferma un attimo.

Ero di corsa, anzi di corsissima. La cartuccia del fax era terminata. Dal cassetto sbucavano fogli con motivi a righe in bianco e nero.

L’Auchan è dietro l’angolo, il gippone del nonno pronto per sfrecciare tra le pozzanghere di questo insolito lunedì di metà maggio.

Un acquisto imprevisto, e mentre cercavo i centesimi nel borsellino, alla radio è passato lo spot di Una pagina tira l’altra. Sabato sarà con noi Maurizio Cotrona, autore di Malafede. Un libro che mi mette a dura prova. L’ho iniziato più volte. Scava. Scava in profondità. E quella parola felicità mette agitazione, più del telefono che squilla in piena notte. E magari è solo la centralina dell’allarme (…maledetti pipistrelli che svolazzano nel magazzino).

Non sono brava coi numeri. Quindi non so fare il calcolo delle probabilità. Io ero lì, in quel negozietto, in quel momento, con la radio che parlava, e parlava di Una pagina tira l’altra.

Mi ostino a vedere il filo rosso in tutto quello che faccio. Come Flavia, l’amica di Dana, sono una che non s’arrende tanto facilmente. Come Giordano, mi chiedo cosa sia la felicità. Già stamattina, Sleepwalking dei Modest Mouse che si trova in Malafede ( e che non conoscevo), è stato il sottofondo ideale per questo Lunedì, uggioso. Pensieroso.

Forse dovrei smetterla di credere alle coincidenze. Ma non posso. Se smettessi di crederci, il filo rosso si spezzerebbe. E si perderebbe la magia.

Da quando leggo, qualcosa è cambiato. Davvero. 

mag 14, 2012 - Diario di bordo    No Comment

Lettera alla madre

Carissima Madre,

ti voglio bene, sempre. Come quando ero piccina picciò. Si cresce, e si diventa avari di sentimenti. Come se il tempo fosse una giornata estiva, calda, e asciutta. Ma sotto la terra, brulica di sentimenti vivi, puri.

Bisogna che tu torni a sorridere. Ma una figlia, non sempre sa legger quel che cela lo sguardo triste di una madre. Tanti libri posso sfogliare, ma il tuo cuore resterà sempre un gran mistero.

Devi esser forte, Cara Madre. Il tempo non è galantuomo. Prendi un pò di quella forza che hai saputo trasmettermi. Linfa vitale.

Passeggiamo insieme.

Sogna. Che non è mai troppo tardi, sai.

Flavia

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